Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/266

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sto muoion le pecore giovani come le vecchie, — la morte non guarda solamente al libro de’ vecchi, — la morte non guarda la fede di battesimo, — la morte non guarda in bocca, — la morte non perdona al forte, — la morte non ha lunario, — molte volte l’agnello va innanzi alla pecora; la morte giusta tuto, prov. la morte medica tutti i mali, — la morte pon fine a tutti i guai. Ben dice Metastasio: Non è ver che sia la morte II peggior di tutti i mali, E’ un sollievo de’ mortali che son stanchi di soffrir; prim,a la morte e po el giudizio, v. giudizio; malatia longa morte sicura, v. malatia; altro xe parlar de morte altro xe morir, v. morir.

Morter, sm. lo stesso che mortai.

Mortificada, sf. mortificamento, mortificazione.

Mortificar, va. mortificare; attristare, umiliare, vilipendere.

Mortificazion, sf. avvilimento, mortificazione, umiliazione.

Morto, agg. e sm. cadavere, salma, — avanzo mortale; estinto, morto, spento; met. nullo, vano, senza effetto; flebile, lugubre, tristo; i morti, gli estinti, o i morti, e detto del giorno in cui la Chiesa fa la commemorazione di tutti i morti: il di de’ morti, o semplicemente: i morti; teista de morto, zi. atropo, — sfinge dalla testa di morto; brazo, o gamba morta-, met. braccio mortificato, gamba mortificata; bezi morti, danaro morto; mezo morto, esangue, esanime, esanimo; morto che camma — detto di persona che di fuori si mostra malata: morto ambulante, e parer un morto che camina, parere la morìa; aver el morto, met. avere il morto, o avere il gruzzolo; lassar star i morti, mei. non flagellare il morto, — al morto non si deve far torto; pianzer el morto, met. fare il piangi; — nicchiare a pan bianco, — rammaricarsi di gamba sana, — ruzzare in briglia; patir per i vivi e per i morti, met. patire, o soffrire le pene dell’inferno; no ver visto più uno ne vivo ne morto, m$t. non avere veduto più uno nè crudo nè cotto: — „Dacché gli ho prestato que’ pochi non l’ho veduto più nè crudo nè cotto; no voler star in un logo nanca dopo morti, non volerci stare neppur dipinti; chi xe morto, inter. che miracoli son questi? — chi ti ha portalo? la nebbia? — tanto tonò che piove; no se parla de morti in tavola, m. prov. non si ricordano i morti a tavola; meter el vivo sul morto, prov. imbottare sopra alla feccia; un omo senza bezi xe un morto che camina, m. prov. un uomo senza quattrini è un morto che cammina — modo che usasi spesso alla latina: homo sine pecunia est imago mortis.

Mortorio, sm. mortorio; met. dormentorio: — „Feste di famiglia che son veri dormentori;“ a le noze e ai mortori se conossi i parenti, prov. alle nozze e ai mortori si conoscono i parenti.

Mosca, sf. zi. mosca — musca domestica; mosca de cavai, assillo, culaio, estro, mosca cavallina — gastrus equi; tafano — tabanus bovmus; mosca cantarina, cantarella, canterella, cantaride — litta vesicatoria; met. mosca, e dicesi anche: mosca culaia; raro come le mosche bianche, più rado che i campanili in contado, o nelle selve, — più raro de’ can gialli, o più raro de’ corvi bianchi; restar con un pugno de mosche, met. rimanere colle mani piene di mosche, o piene di vento; no sentir svolar una mosca, met. non sentire volare una mosca, o non sentire un alito, o un zitto; cavarse le mosche del naso, met. levarsi la mosca dal naso, o d’intorno il naso, — non si lasciar posar le mosche sul naso; meter una mosca in un orecia, met. mettere un calabrone, o mettere una pulce in un orecchio, — mettere un cocomero in corpo; 'saltar la mosca al naso, met. saltar la mosca, o saltare il moschino, o saltar la mosca, o saltar il moschino al naso; far de una mosca un elefante, met. far d’una mosca un elefante; ogni mosca ga el su velen, prov. anche la mosca ha la sua collera, — la mosca tira i calci co-