Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/568

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per uno e la questione è definita.“

Zentesimo, aggiungasi: voler ver fin l’ultimo zentesimo — per volere fino a un puntino di quello che a noi si perviene: voler la parte sua fino al finocchio.

Zesto, aggiungasi: aver in tei zesto, mef.. avere in tasca: — „E da un pezzo che io t’ho in tasca.“ — „Giovanume che ha in tasca le gaggie ammonizioni de’ vecchi.“

Ziel; portar ai sete zieli, aggiungasi: mettere sul candeliere, o mettere sul piedestallo: — „Vorrebb’esser messo sul candeliere per aver cantato .in coro.“ — «Mettetelo sul piedestallo e ve n’accorgerete.“ - Zigaro, aggiungasi: chi che fa zigari, sigaraio; zigaro che spandi, sigaro sfiatato.

Zimoro, aggiungasi: ciapar el zimoro, vtt. incimurrire.

Zo; butar zo, met. aggiungasi: scrivere come la penna getta: — «Sto per partire e vi scrivo queste righe come la penna getta;“ darse zo, regalarsi nespole: — ..Trovarono questione per non so quale inezia e si regalarono nespole che pareva grandinasse.“

Zogar, aggiungasi: zogar leal, giuocare netto.

Zogatolar, va. giocacchiare: — «Avversari co’ quali si può giocacchiare.“ — „Giocacchiava deridendo l’avversario e gli ha toccato in ultimo pagare lo scotto.“

Zumbar, vn. met. giulebbare: — „Ho dovuto giulebbarmi anche la suocera “


Fine.