Pagina:Don Chisciotte (Gamba-Ambrosoli) Vol.2.djvu/16

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6 prologo.

tenza da questo esempio, non uscì di casa per oltre un mese; a capo del quale tornò a farsi vedere collo stesso divisamento di prima, e portando anche una pietra più grande. Quando però abbattevasi in qualche cane lo guardava fissamente, e non osando scaricare la pietra, diceva a sè stesso: Guardati, chè questo è bracco! In effetto, qualunque si fosse il cane in cui s’incontrava, fosse pure can corso o cagnolino gentile, dicea sempre ch’era bracco, e in tal modo si astenne in progresso dal più avventare altre pietre.

Ora forse potrebbe avvenire a cotesto storico che non osasse più far mostra del proprio ingegno col dare alla luce libri, che, privi essendo di merito, riescono più duri delle pietre. In fine quanto alla minaccia che mi fa il critico, che il suo libro toglierà al mio ogni guadagno, non me ne do il menomo fastidio, perchè attenendomi al famoso intermezzo della Perendenga, gli rispondo: Viva per me il ventiquattro mio signore, e Dio per tutti1. Abbastanza è per me se vive lunghi anni l’alto conte di Lemos, la cui pietosa e ben conosciuta liberalità mi sostiene a dispetto della nemica fortuna, e se mi conserva la suprema sua generosità l’illustrissimo don Bernardo di Sandoval e Roscias di Toledo. Mi manchino pure le stamperie tutte del mondo, ed escano pure alla luce contro di me più libri che non sono le parole colle quali composte sono le canzoni di Menico Revulgo. Questi due principi, senza essere stimolati da veruna mia adulazione nè da altra maniera di plauso, ma condotti unicamente dalla loro bontà, si sono impegnati a darmi favore e ad impartirmi beneficenze, e ciò mi costituisce avventurato e dovizioso più assai che se la fortuna mi avesse per altro cammino portato all’apice della felicità. Può il povero vantare onore, non già il vizioso: la nobiltà può essere appannata dalla miseria, ma non oscurata affatto. Siccome poi la virtù di per sè stessa risplende, tuttochè non faccia uscire il suo lume se non attraverso di inconvenienti e di opposizioni, viene quindi tenuta nel più alto pregio dai nobili ed elevati ingegni, e per conseguente assai favorita.

Null’altro dirai al critico, o leggitore, nè a te altro io voglio soggiungere, se non avvertirti di considerare che questa seconda parte del don Chisciotte, che ora ti offro, e lavoro del medesimo artefice, ed è della tempra stessa della prima; e che in essa ti presento don Chisciotte sino all’ultimo della sua storia, e finalmente

  1. La Perendenga è una composizione teatrale del tempo di Cervantes, della quale non si conosce l’autore. Ventiquattro chiamovansi i Regidori od ufficiali municipali di Siviglia dopo che furono ridotti a cotal numero da Alfonso il Giustiziere, mentre prima erano trentasei.