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160 i marmi - parte quarta


nessun di noi si metta a tavola, si fa tre salti all’insú per poter meglio desinare e tre lanci per la piana; e chi vince all’insú ha il secondo luogo della tavola, e chi per lo lungo sta in capo di quella: e io sarò stamattina il primo. — E, fatti tre salti in aere, vinse; dopo lui, saltò il buffone, e tutti gli altri. — Or su — disse il conte — egli mi tocca il secondo luogo. — E qui prese la corsa per lo lungo della stanza e fece tre saltetti, tanto che egli arrivò fuor della porta mezzo braccio. Il buffone súbito prese la corsa, per guadagnarsi il primo luogo, e con tre salti quanto potette saltò; onde egli usci fuori piú di due braccia. Il greco, che s’era fermato dentro all’uscio, mostrando di vedere chi piú saltava, quando lo vide fuori, diede di mano alla porta e lo serrò fuori, tuttavia dicendo: — Va, ché noi te la diamo vinta. — Onde il buffone s’accorse d’essere stato uccellato. Il signore, postosi a tavola, mangiò quella mattina con le porte chiuse, cosa che mai piú a’ suoi giorni non gli era accaduta.

Perduto. Oh la fu bella! Ma piú bella sarebbe ella stata se il buffone avesse detto: — Signore, io son di razza di gambero, che salto indietro e non inanzi; e chi cavalcasse, bisognerebbe che facesse pensiero d’andare indietro e non inanzi, spronasse quanto egli volesse. —

Nobile. Pur che non avesse poi tolto un bastone e detto come disse il piovano Arlotto: «Io ti farò veder che tu andrai come una nave, non che un cavallo restio e un gambero».

Perduto. Che altre cose vi son dentro di bello? Io vorrei trovare uno che mi dicesse qualche cosa nuova.

Nobile. Nuova è impossibil quasi, se giá di molte composizioni antiche non se ne facesse una novissima.

Perduto. In che modo?

Nobile. Come sarebbe a dire: io ti voglio mostrare mezza dozzina di re grandissimi amici della virtú e de’ virtuosi gran benefattori, e poi ti vo’ far vedere il rovescio, ciò è altretanti signori nimici della virtú e che hanno in odio i virtuosi.

Perduto. Lascia stare cotesti, che son piú di mille, non che mezza dozzina, e fammi conoscer quegli che sono amici de’ virtuosi o, per dir meglio, furono; perciò che forse forse,