Pagina:Doyle - Le avventure di Sherlock Holmes.djvu/106

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non mi apparisse completa. Scopersi il valore della circostanza di quel famoso ragoût d’agnello, pensandovi durante il nostro tragitto in vettura. Dovete rammentare la mia distrazione, perchè rimasi nella vettura quando voi eravate scesi. Ero occupato nel domandarmi come avessi potuto lasciar passare un punto tanto importante.

— Devo dire — disse il colonnello — che anche adesso mi domando ciò che bastò ad aiutarvi.

— Fu il primo anello della mia catena d’induzioni. L’oppio in polvere ha un leggero sapore, non sgradito, ma molto percettibile. Questa droga mescolata a qualsiasi altro cibo non avrebbe mancato d’essere riconosciuta. Col piatto di ragoût d’agnello l’ostacolo scompariva. Ora, difatti, non era in potere di un estraneo come Fitzray Simpson, il far servire tale piatto nella famiglia dell’allevatore, e supporre ch’egli fosse stato portatore di tale polvere precisamente il giorno in cui questo cibo veniva servito — era cosa più inverosimile ancora. Dunque Simpson era e fu posto fuori di causa e concentrammo tutta la nostra attenzione su Straker e sua moglie, le sole persone in caso d’aver avuto per cena il ragoût d’agnello.

Altra osservazione: l’oppio deve essere stato sparso non sul ragoût, ma unicamente sulla porzione del garzone di scuderia che solo ne risentì gli effetti. Ma allora chi potè toccare questo cibo senza essere veduto dalla domestica?

Prima di risolvere tale questione, avevo cercata e trovata la spiegazione del silenzio del cane, perchè invariabilmente una deduzione ne conduce ad un’altra. Il racconto dell’incidente di Simpson mi avea apprese che la scuderia era custodita da un cane, e questo malgrado la presenza di un estraneo, non aveva abbajato in modo da destare i grooms nel granaio. Dunque il visitatore notturno dovea essere famigliare all’animale.