| Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta. |
reggiato delle minime contrazioni dei primi piani dei protagonisti. Nell’aria incombe un silenzio di morte. Che cosa ha di comune questa frase con la sensazione concreta di una immagine visiva? Eppure questa frase o per essere più esatti il tentativo di dar corpo a questa frase sullo schermo, rappresenta ciò che vi è di più importante agli effetti della forza espressiva del film. Essa ha in sé la carica che dovrà esplodere nell’immagine».
Ancorché negli ultimi film sia portato ad una impostazione preventiva più solida necessaria oltre tutto per la presenza di attori professionisti, Eisenstein non rinuncia alla facoltà di poter sfruttare al massimo durante la presa le risorse dei mezzi tecnici a sua disposizione, di predisporre cioè, durante la presa stessa, di materiale per il montaggio.
Şi osservi a questo proposito la sequenza della battaglia in Aleksandr Nevskij, la scena della incoronazione in Ivan il terribile. Tanti sono i particolari, tante le inquadrature, ciascuna rigorosamente controllata e precisa, ma nello stesso tempo spontaneamente scaturite, tante le possibilità quindi di disporle in un certo modo secondo un ritmo adeguato in alterne cadenze.
Il modo narrativo di Eisenstein presuppone alcuni punti fermi inderogabili ovvero tali da consentire poi ampie risorse per la definitiva composizione dello spettacolo. Tali «punti fermi» rispondono del resto o possono rispondere ad un istintivo modo di espressione, a un gusto personale.
Per consentire la massima libertà nel montaggio a posteriori, montaggio creativo nel senso più ampio del termine, la inquadratura è fissa. Tale presupposto è consuetudinario nel cinema muto dei primi tempi (in quanto la presa avviene mediante macchine a manovella) ed è disposizione categorica, sembra, per gli operatori delle attualità di produzione De Rochemont March of Time. La determinante di tale obbligo da parte dell’operatore rispondendo in certo senso ad un principio analogo a quello di Eisenstein; il fine essendo in ambedue i casi quello di un montaggio creativo, quantunque su presupposti pratici in quel caso, artistici in questo.
Una ancor maggiore libertà di montaggio è determinata infine dalla assenza o dalla limitazione di relazioni fra le inquadrature. Vi sono intere sequenze nei film di Eisenstein congegnate in modo tale da evitare ingressi e uscite di campo di personaggi o di oggetti.
Dato il presupposto dell’inquadratura fissa che consente un montaggio a posteriori inventato nei suoi ritmi e nelle sue cadenze, restano rari movimenti di macchina, talvolta appena accennati, talvolta
| — 41 — |