Vai al contenuto

Pagina:Eisenstein o della coerenza stilistica.pdf/5

Da Wikisource.

vigliose possibilità del montaggio». Infatti Griffith col suo montaggio per azioni parallele basato sulla cadenza ritmica di esse doveva appunto sollecitare il nuovo regista Eisenstein portato al cinema per realizzare i suoi progetti «senza essere limitato dalle scene, dal pubblico, dagli attori e da tutto il lato terribilmente artificiale del teatro».

Delle sue esperienze teatrali si ricorderà più tardi nei film ultimi della sua vita allorché avrà da guidare prevalentemente attori di professione. Di certi effetti scenici ottenuti soprattutto mediante la illuminazione ovvero mediante il contrasto fra ombre e luci si varrà nelle ultime opere dopo un periodo in cui è portato alla creazione di drammi all’aria aperta o in ambienti naturali ed autentici.

Il suo primo interessante e vivo contatto col cinema è il film Sciopero (1924). Subito dopo è la rivelazione: L’incrociatore Potemkin (1925). Partito con la intenzione di realizzare un vasto film, Eisenstein, coadiuvato dall’operatore Eduard Tissé (suo collaboratore fino all’ultimo) si avvede che l’episodio dell’ammutinamento dei marinai del «Potemkin» accaduto a Odessa il 14 giugno 1905 può costituire, di per sé soltanto, un film. E’ senza attori, e il luogo di azione è il porto di Odessa. Sul mare la nave, di fronte la gradinata della città verso il porto. La folla accorre partecipando alla insurrezione dei marinai. L’intervento delle milizie zariste fa sì che la folla composta di gente del popolo di ogni età, sia sospinta giù per la gradinata. I militari incalzano con ritmo grave e inesorabile, sparando su quanti si parano innanzi. A poco a poco i morti si accumulano sulla gradinata. Vengono colpiti vecchi, vengono colpite donne, viene colpita la madre: la carrozzella con il bambino scende, rotola giù fino in fondo. La vicenda è raccontata con un susseguirsi di quadri dai piani diversi, con parallelismi e contrasti sì da determinare gli effetti più suggestivi e pregnanti.

L’incrociatore Potemkin, nato come episodio di un ciclo evocativo dell’anno 1905, preludio alle gesta rivoluzionarie di Russia (un altro episodio è trattato da Vivkovskij nel film La domenica nera), diventa un film dei più famosi. Si diffonde in più paesi, talvolta le proiezioni vengono limitate al pubblico di Cine-Clubs; talvolta il film censurato resta nei magazzini di ditte distributrici (così in Italia, giuntovi col titolo La baia della morte). Ne parlano negli anni seguenti, tutti i critici, compresi coloro che non lo hanno visto, deducendone le qualità da relazioni di loro colleghi, da serie fotografiche.

Un progetto di un film sulla Cina — contrasto fra due climi di una civiltà immensa — è abbandonato a favore della Linea generale ovvero Il vecchio e il nuovo; vecchio metodo, nuovo metodo nel la-


— 43 —