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voro agricolo. Se l’Incrociatore Potemkin è la ricostruzione documentaria di un avvenimento, La linea generale è un documentario. Senonché il film intrapreso è interrotto per la realizzazione di Ottobre ovvero I dieci giorni che sconvolsero il mondo: ricostruzione documentaria di fatti, contrapposizione del clima rivoluzionario al mondo zarista; realizzazione nei luoghi stessi ove dieci anni prima si svolsero i fatti. Infine: possibilità, dal punto di vista artistico, di applicare ritmi e misure ad una vicenda ricca di elementi dinamici, suscettibile di determinare contrasti. Lo stesso Eisenstein definisce Ottobre un film incompleto. Ma sarebbe sufficiente una sequenza — l’assalto notturno al Palazzo d’Inverno — a porre il film nella giusta considerazione.
La linea generale è condotta a termine allorché il sonoro è già in atto. Peraltro il film, iniziato, come s’è detto, qualche tempo addietro, è ancora un’opera condotta secondo i canoni del cinema silenzioso. Eisenstein trova ottimi spunti per affermare la validità della regia «immediata», del montaggio a posteriori, dell’uso di attori non professionisti i quali in virtù del montaggio che ne alternerà i piani secondo determinate cadenze, risponderanno assai meglio allo scopo con l’autenticità dei loro volti. Il film è realizzato tra i contadini. La sequenza in cui un gruppo di essi è portato a prendere contatto per la prima volta con una scrematrice meccanica, quasi un giocattolo, il loro ilare interessamento condotto progressivamente ad una esplosione di entusiasmo, è di una magistrale vivezza.
Le nuove possibilità di applicazioni offerte dal sonoro interessano Eisenstein. Accompagnato da Aleksandrov e da Tissé si reca in Germania, in Francia, in Svizzera. Frutto di questo viaggio europeo sono conferenze alla Sorbona di Parigi e il film Romanza sentimentale (1930). Hollywood ovvero l’industria nordamericana del film, intenta ad applicare metodi e persone al nuovo ritrovato, scrittura, mediante Jesse L. Lasky, Eisenstein, il cui contratto con la industria californiana non produce risultati positivi per il divario troppo sensibile tra i metodi di questa e la personalità di lui. Il film alla sua regìa affidato, dopo la eliminazione di altri progetti; An American Tragedy, basato sul romanzo omonimo di Theodor Dreiser, viene passato a Josef von Sternberg il quale ne farà un’opera di media levatura, con qualche passaggio notevole ma in ogni caso impostata su una struttura e realizzata con un metodo diverso da quelli che avrebbe adottato Eisenstein.
Sulla sua avventura nel Messico molto venne scritto. Le vicissitudini occorse ad Eisenstein e con lui ai suoi collaboratori interessano in quanto egli ha nonostante tutto realizzato con copioso materiale.
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