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di eroi e di santi erano affidate ai colori ai piani ai volumi dei pittori narrativi dell’epoca. Come è naturale, tuttavia, lo spettacolo procede per sintesi. Ogni indugio — si veggano qui alcune scene tra cui la citata incoronazione — risulta un giustificato compiacimento.
Ma la impostazione, lo stesso modo di narrare, la stessa composizione delle figure, sono arcaici e primordiali. Eisenstein ha imparato molto da Griffith dei grandi spettacoli, più probabilmente dal regista del Kentucky che da Lupu Pick il quale sarebbe stato o fu, secondo alcuni, colui che lo avviò decisamente al cinema. Certo non si saprebbe pensare Eisenstein alle prese con un Film-Kammerspiel. Tuttavia non va dimenticata la toccante semplicità dei sentimenti espressi dai personaggi dell’Agave nel film sul Messico, il candore dei contadini della Linea generale, il bambino nella carrozzella dell’Incrociatore Potemkin.
Ma le piccole cose, gli umili sentimenti divengono parte integrante di un corale vasto affresco. La intransigenza stilistica della rappresentazione risponde ad una impossibilità di far concessioni sia al facile gusto commerciale, sia a dettami o direttive di altra natura. Pertanto quindi, benché altre risorse che quelle da Eisenstein adottate nella sua rappresentazione offra il cinema, resta sempre da apprezzare l’opera sua come quella di pochi altri intesa alla elevazione del cinema quale espressione d’arte e affermata su un rigore e su una coscienza immaginativa esemplari.
Francesco Pasinetti
BIBLIOGRAFIA
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S. M. Eisenstein e Grigori V. Aleksandrov: La Ligne générale ou la Lutte pour la Terre, scénario; in « La Revue du Cinéma » n. 14, sett, 1930. (trad. dal tedesco, ed. Schmid & Co. Verlag, Berlin, 1930).
S. M. Eisenstein: The Principles of Film Form (trad. Ivor Montagu in « Clos Up », vol. VIII, n. 3 sett. 1931.
S. M. Eisenstein: Soggetto e sceneggiatura, in « Essenza del Film » a cura di F. di Giammatteo, Torino, « Il Dramma », 1947.
S. M. Eisenstein: The Film Sense, Hartcourt-Brace, New York 1942 - Faber and Faber, London, 1943.
S. M. Eisenstein e Grigori V. Aleksandrov: Que viva Mexico! in « Experimental Cinéma » 1934.
Rudolf Arnheim: Film and Kunst - Rosvohlt, Berlin, 1932.
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