Pagina:Elogio della pazzia.djvu/101

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88 elogio

costui perchè essendo stato condannato alle forche in premio delta sue buone azioni è caduto dal capestro per la grazia di qualche santo amico dei ladri, affinchè ricominciasse peggio di prima a sollevare, in virtù della carità del prossimo, quelli che aveano le saccoccie troppo piene di danaro; uno per essersi messo in libertà rompendo la prigione; un altro per essersi rimesso a maraviglia d’una febbre gagliarda, con sommo rammarico del sig. dottore, il quale sperava fare una cura più lunga e più lucrosa, questi perchè in vece della morte ha ritrovato un rimedio nel veleno, che gli era stato dato: la sua moglie intanto, che già sospirava il momento di liberarsene, e che già si rallegrava della sua vedovanza, si trova nella massima afflizione per essere andato fallito il colpo; quegli perchè essendosi rovesciato insieme col carro non ha provato alcun timore, ed ha ricondotti accasa sani e salvi i suoi cavalli; quest′altro perchè essendo stato sepolto sotto una mina è riuscito a sottrarsene felicemente; quell’altro, perchè essendo stato colto in flagranti dal marito della sua bella, è uscito d’impaccio con molta disinvoltura.

Ora voi ben vedete che nessuno ha renduto grazie nè a Dio, nè alla Vergine, nè ad alcun Santo per la ricuperata saviezza. La Pazzia ha tante attrattive per gli uomini, che fra tutti i mali ella sola viene stimata un bene. Ma perchè vado io ingolfandomi in questo pelago delle superstizioni?


Se cento lingue avessi e cento bocche,
E ferrea voce, invan tutte de′ stolti
Annoverar le spezie non potrei

Nè di stoltezza i vari nomi e tanti.

Virg. En. lib. VI.