Pagina:Elogio della pazzia.djvu/106

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della pazzia 93

maggiormente credonsi perfetti nell’arte loro; e prevenuti così in proprio favore, colgono ogni occasione per celebrare le loro lodi. Non crediate già per questo che manchino d’approvatori; anzi sappiate che qualunque sciocchezza, per grossolana che sia, trova sempre i suoi seguaci. Ma questo è poco: quanto più una cosa è contraria al buon senso, tanto maggiore è il numero degli ammiratori; e si vede costantemente che tutto ciò che si oppone maggiormente alla ragione, è quello appunto che viene adottato colla più grande avidità. E mi dimanderete il perchè? Non ve l’ho detto mille volte? Perchè quasi tutti gli uomini sono matti. L’ignoranza ha dunque due grandi privilegi, uno è quello d’essere perfettamente d’accordo coll′amor proprio, l’altro di trarre a sè la maggior parte del genere umano. Voi sareste pertanto due volte buoni a volervi innalzare sopra il livello del volgo colla vostra scienza tutta filosofica. Cosa mai pensereste di ottenerne? Sappiate che oltre il costarvi carissimo un simil passo, arrivereste al segno di non saper tollerare alcuno, e di non poter essere da alcuno tollerati; e vi accaderebbe finalmente che nessuno sarebbe capace di gustare il vostro genio e di penetrare i vostri sentimenti.

Mi torna in acconcio di fare un’altra riflessione sull’amor proprio: ebbene, facciamola insieme. Ogni uomo nascendo riceve il suo amor proprio come un dono della natura; ma questa madre comune non si è limitata al solo uomo; ha fatto lo stesso regalo anche alle società, di modo che non trovasi nessuna nazione, nessuna città, che non abbia il suo gusto particolare. Gl’Inglesi, per esempio, amano con trasporto la bellezza, la musica e i lauti conviti; gli Scozzesi fanno gran conto della nobiltà, e principal-