Pagina:Elogio della pazzia.djvu/109

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96 elogio

v’ha una pessima adulazione, per mezzo della quale i furbi e i beffardi sogliono rovinare, o prendersi giuoco dei miseri stolti e vanagloriosi, ma questa non è la mia adulazione prediletta; e voglia il cielo ch’io mai non la conosca! La mia nasce dalla dolcezza, dalla bontà, dalla rettitudine del cuore; e tanto s’avvicina alla virtù, quanto n’è lontano un carattere ruvido, insocievole e molesto, e come dice Orazio che disgusta ed allontana. La mia adulazione rianima gli spiriti avviliti, rallegra i malinconici, stimola i poltroni, risveglia gli stupidi, solleva gl’infermi, calma i furibondi, forma e mantiene gli amori. La mia adulazione alletta i figliuoli alla fatica ed allo studio, consola i vecchi; e sotto il manto della lode rimprovera ed istruisce i monarchi senza oltraggiarli: la mia adulazione finalmente fa che gi uomini, a guisa d’altrettanti Narcisi, siano innamorati di sè stessi, dal che nasce la principale felicità della vita.

Chi mai vide un ufficio più tenero e più obbligante di quello che si prestano due buoni ed onesti somari strofinandosi vicendevolmente? Egli è a questo minuto uffizio, a cui in gran parte è diretta l’eloquenza, molto la medicina, e più di tutto la poesia: dico inoltre che quest’adulazione è il mele, è il condimento di tutta l’umana società. I savj dicono, che