Pagina:Elogio della pazzia.djvu/111

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98 elogio

ed anche lo stesso Redentore? Ma non è questo il luogo di tal quistione.

Ritorniamo al nostro assunto. Quanto costa mai poco l’acquisto della felicità d’opinione! Quelli che cercano di riporre la felicità nel godimento delle cose, osservino, di grazia, quali e quante pene sogliono cagionare gli oggetti anche meno importanti. Possiamo giudicarlo dalle sole difficoltà, che s’incontrano nello studio della grammatica. L’opinione all’incontro si concepisce senza sforzo, s’insinua da sè medesima nel cuore, e contribuisce egualmente, e forse più dell′evidenza e della realtà delle cose, alla felicità della vita. Se un affamato mangia dei salumi imputriditi, al cui fetore un altro sarebbe obbligato a turarsi il naso, e li mangia con tanto gusto, come se fossero il cibo più squisito, dimando io, s’egli è per questo meno felice? All’incontro se uno svogliato mangiasse delle vivande eccellenti, ma senza provarne alcun gusto, anzi con nausea, in tal caso ove sarebbe la sua felicità? Per un uomo che abbia una bruttissima moglie, ma che a lui paia perfettamente bella, non è lo stesso come se avesse dossata una