Pagina:Elogio della pazzia.djvu/208

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della pazzia 195


Ma giacchè mi sono eretta, senz’accorgermi, a saggia ed a ragionatrice, voglio sostenere la quistione fin all’ultimo punto. Coraggio, bellissimo mio spirito! Sosteniamo innanzi a questi uditori, innanzi a questa illustre società di pazzi una tesi tutta nuova e inaspettata. Sì, miei cari signori, voglio mostrarvi che la felicità de’ cristiani, che quella felicità, di cui vanno in traccia con tante pene e tanti travagli, non è che una specie di follia e di furore. Come! voi mi sogguardate torvi e sdegnosi? Adagio, adagio; non ci fermiamo alle parole, poichè queste non sono che suoni articolati ed arbitrari; attacchiamoci soltanto all’esame della cosa. Entro in materia.

Il sistema del cristianesimo intorno alla vera felicità della vita s’avvicina moltissimo a quello dei Platonici. Giusta il principio fondamentale di questi due sistemi, l’anima è imprigionata nel corpo, è legata dai nodi della materia, è talmente oppressa