Pagina:Elogio della pazzia.djvu/34

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della pazzia 21


Prendiamo inoltre que’ babbuassi di stoici, che reputatisi tanto prossimi ed affini agli Dei. Datemene, pur uno di costoro, il quale sia anche mille volle stoico, che non si rada mai la barba, distintivo della sapienza (sebbene un tal distintivo sia comune anche ai caproni); costui al certo dovrà deporre quell’aria piena di orgoglio, dovrà prendere una cera di galantuomo, dovrà abiurare quella sua inflessibile ed austera morale, dovrà fare delle sciocchezze e delle pazzie: insomma gli sarà forza che a me si volga e si raccomandi questo filosofo, se pur ama di farsi padre.

E perchè secondo il mio costume non parlerò con voi più liberamente? Ditemi di grazia, sono forse il capo, la faccia, il petto, la mano, l’orecchio, queste parti del corpo reputate oneste, che generano gli Dei e gli uomini? Credo, signori miei, di no: che anzi lo stromento propagatore del genere umano è