Pagina:Elogio della pazzia.djvu/78

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della pazzia 65

autori di tutti i mali, voglio dire dai demonj, i quali trassero perfino dalla scienza il loro nome 1. Nulla di questo conoscevasi nel secol d’oro, e gli uomini allora senza metodo, senza regola, senza istruzione, viveano felici, guidati dalla natura e dal proprio istinto. In fatti, a che avrebbe servito in que’ tempi la grammatica? Non eravi che un linguaggio, ed anche questo parlavasi unicamente per farsi intendere. Non facea bisogno la logica; poichè avendo tutti gli stessi principj, la diversità delle opinioni non produceva alcuna disputa. Non conoscevasi la rettorica in quell’età pacifica, in cui non facevansi nè processi, nè liti, nè orazioni. Erano allora inutili i legislatori, perchè, regnando i buoni costumi, non abbisognavano leggi. Erano inoltre religiosissimi que’ felici mortali, onde non ardivano di scrutinare con un’empia curiosità i segreti della natura; e persuasi che non è lecito a un piccolo insetto come l’uomo d’oltrepassare gli angusti confini della sua capacità, non si lambiccavano il cervello per investigare le dimensioni, i moti, gli effetti, le cause occulte degli astri. Non cadeva ad essi tampoco in mente la smania di voler sapere anche quello che trovasi al di là de’ cieli.

Ma scomparendo a poco a poco l’innocenza del secolo d’oro, tosto dai cattivi genj, come già dissi, furono le arti ritrovate; ma in piccol numero, e da pochissimi esercitate. In appresso la superstizione de’ Caldei e l’oziosa leggerezza de’ Greci ne produssero mille altre, tutte opportune, tutte eccellenti per tormentare lo spirito. La sola grammatica è più

  1. Da un’antica frase greca che significa: io so, io imparo, i grammatici affermano derivato il nome di demonio; sicchè i Greci appellavano i sapienti altresì demoni.