Pagina:Elogio della pazzia.djvu/93

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bato soltanto alle persone d’alto grado! Il capo-caccia, colla testa scoperta e in ginocchione, prende in mano il coltellaccio sacro a questo sacrificio (poichè si offenderebbe Diana adoperandone un altro), e armata così la destra di questo ferro, taglia religiosamente certe membra dell’animale, e fa il tutto con un cert’ordine, e con certe cerimonie. Mentre si sta facendo questa pomposa operazione, tutta la banda de’ cacciatori fa cerchio intorno al sacerdote di Diana, osservando un profondo silenzio, e mostrando alla vista di questo spettacolo, da essa mille volte veduto, quello stesso stupore che farebbe, se fosse la prima volta che lo vedesse. Quello poi, al quale è toccato in sorte di gustare qualche porzione della caccia, si crede d’aver acquistata non poca nobiltà. Finalmente questi cacciatori, mentre passano i loro giorni ad inseguire e mangiare selvaggina, non ritraggono altro frutto dal loro assiduo e faticoso esercizio, se non di divenire anch’essi altrettante bestie selvagge: ciò non ostante credono in sè stessi di condurre una vita regale.

Un’altra specie d’uomini consimili a quella, che poc’anzi ho dipinta, sono coloro che sentonsi divorati dalla smania di fabbricare. Invasi una volta da questa irrequieta passione non sono mai contenti, e la continua loro occupazione è quella di fare e disfare, di edificare e di distruggere; cambiando, come dice Orazio, il quadrato in rotondo, e il rotondo in quadrato, finattanto che non resta loro più nè casa, nè pane. Ma che resta lor dunque? ad essi resta la dolce rimembranza d’aver passato con piacere un gran numero d'anni.

Veniamo ora agli alchimisti, i quali si possono chiamare i pazzi per eccellenza. Costoro hanno sempre la testa piena zeppa di nuovi e misteriosi se-