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DELLA PAZZIA 81

greti, e non tendono a meno che a confondere, a mescolare, a cambiar la natura, cercando per terra e per mare una non so quale quintessenza, la quale in realtà non si trova che nella loro chimerica immaginazione. Non crediate già che si disgustino pei loro cattivi successi, anzi vi dirò che, pieni di una folle e lusinghiera speranza non si pentono giammai nè delle spese, nè della fatica; e sono ingegnosissimi nell’illudere sè stessi, e nel rendersi vittime della loro ostinazione. Ma quale ordinariamente è il loro scopo? Mentre credono d’arricchire, consumano ogni cosa, e non resta loro alla line nemmeno da construire un fornellino. È vero che questi sognatori non mancano di fare bellissimi sogni, e tentano ogni mezzo immaginabile per eccitare tutto il mondo a correr dietro a questa felicità. Allorché finalmente sono costretti dalla miseria a dare un addio alle chimeriche loro speranze, trovano ancora un grande compenso nel vanto che si danno d’avere almeno formato un sì glorioso e nobile disegno: ma nello stesso tempo rimproverano la natura d′aver dato agli uomini una vita troppo breve per condurre a termine un’impresa di tanta importanza.

Ho qualche scrupolo ad introdurre nella nostra società i giuocatori di professione. Egli è però certamente un folle e ridicolo spettacolo il vederne alcuni così appassionati pel giuoco, che lor palpita e balza il cuore nel petto ogni qualvolta vedono carte, o sentono correre dadi. Allorchè l'ingannevole speranza di ricuperare il perduto ha fatto perdere ad essi il resto de’ loro beni, e allorchè il loro vascello si è infranto contro lo scoglio del giuoco, scoglio non meno fatale dì quello di Malea 1, credonsi an-

  1. Promontorio di Malea nella Laconia, provincia del Peloponneso, pericolosissimo, sicché solevasi dire per proverbio: Quando navighi innanzi a Malea dimenticati la tua casa.
Elogio della Pazzia 6