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estensione della meccanica 271

i legami, e quindi si sono avvicinati in diverso modo ad un’associazione più unificata ed estesa dei dati sensibili.

Tali vedute risulteranno chiarite dall’esame degli sviluppi proseguiti nei varii campi della Fisica. Ma soprattutto quest’esame ci mostrerà come i molteplici acquisti parziali giustifichino un periodo critico della scienza, dove il difetto di verificazione sembra suscitare una nuova evoluzione induttiva della Meccanica.


§ 9. Le forze ridotte ad urti: la gravitazione.

I tentativi di spiegare la forza erano all’ordine del giorno nel secolo decimosettimo; sotto l’impulso di Gassendi, Descartes, Huyghens si cercava di giustificare le proprietà dinamiche della materia, rievocando le antiche immagini di Democrito e di Epicuro: corpuscoli mobili, loro urti, movimenti vorticosi di liquidi circostanti.

Notiamo particolarmente, in quest’ordine d’idee, l’ipotesi che fa nascere la gravitazione universale dall’urto di corpuscoli ultramondani, sulla quale è basato un tentativo di spiegazione di Fatio de Duilllers, rinnovato più tardi dal Lesage.

Che significato ha una tale spiegazione della forza?

Osserviamo dei corpi elastici, che si muovono urtandosi fra loro. Appaiono tre momenti del fenomeno; moto, forza e moto. La forza, uscente dal campo della visione, che si presenta successivamente come «effetto» e come «causa», può essere idealmente soppressa da chi associ i due momenti del moto, riattaccandoli al fatto dell’urto descrittivamente considerato. Si ha così una successione d’immagini visive, il cui rapporto una volta conosciuto, permetterebbe di eliminare, e quindi in tal senso di spiegare, il dato «forza».

La difficoltà nascerà appunto nel determinare codesto rapporto, senza rievocare l’immagine tattile-muscolare; chè se invece si ricorra a questa, attingendo le leggi elementari dell’urto alla considerazione delle forze elastiche, evidentemente il resultato raggiunto avrà soltanto un valore relativo di riduzione.

Nelle ipotesi di Fatio e di Lesage questa riduzione sarebbe significativa: la forza newtoniana, a distanza, verrebbe rappresentata come un effetto di forze elementari esercitantisi a contatto (conforme al progresso cui tende generalmente la rappresentazione della causa), ne risulterebbe in particolare una correzione alla teoria di Newton dipendente da «una velocità finita di propagazione della gravità», ipotesi che non si è concretata per altro, fino ad oggi, in accordo colle osservazioni dei moti planetari (cfr. cap. V, § 29), ma che, come vedremo, si riaffaccia ai giorni nostri in una nuova forma.


§ 10. Teoria cinetica dei gas.

Daniele Bernouilli nel 1738, è ricorso similmente agli urti di particelle mobili per spiegare la pressione dei gas. Così è sorta la teoria cinetica