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estensione della meccanica 311



§ 32. Spiegazione elettrica della gravitazione.

Approfondiremo più avanti il significato di questo sviluppo induttivo della Dinamica. Vediamo intanto le conseguenze positive che ne scaturiscono per la teoria della gravitazione, in rapporto all’Astronomia planetaria.

Riprendendo un’idea di Mossotti, Lorentz (1900) ha fatto l’ipotesi che l’attrazione newtoniana fra i corpi si spieghi come resultante delle azioni fra gli elettroni in essi contenuti; basta perciò ammettere una piccola differenza fra l’attrazione e la repulsione che una carica elettrica esercita su due altre equivalenti di nome contrario.

La teoria elettrica della materia suffraga l’ipotesi.

Ora da questa deriva la conseguenza che la gravitazione si deve propagare colla velocità della luce, e ciò sembra contraddire le conclusioni di Laplace e di Léhman Filhès (cfr. cap. V § 29).

Ma per questi autori il tempo di propagazione della gravità era la sola ipotesi correttrice introdotta.

Invece Poincarè tenendo conto delle altre piccole correzioni, in rapporto alle ipotesi della Dinamica elettrica sopra accennate, annunzia1 essere giunto a riconoscere un certo compenso, per cui la divergenza della legge newtoniana invece di essere dell’ordine dell’aberrazione astronomica (come nei calcoli di Laplace) diventa dell’ordine del quadrato di essa.

Appare dunque possibile che il propagarsi della gravitazione colla velocità della luce si concilii colle osservazioni astronomiche.

È ciò che proseguite ricerche dovranno dirci.

Se in ispecie da queste emerga una correzione dei piccoli scarti della teoria newtoniana (cap. V § 29), le ipotesi della Dinamica elettrica ne saranno raffermate2.


§ 33. Conclusioni: generale Dinamica non-newtoniana.

Raffrontiamo gli sviluppi trattati nei precedenti paragrafi, e vediamo quali conclusioni ne risultino per riguardo ad una verificazione più precisa della Meccanica o ad una correzione di questa.

L’idea direttrice di proseguire lo studio della Fisica come estensione della Dinamica, si trova fino ad un certo punto giustificata a posteriori dal successo delle previsioni deduttivamente stabilite, sulla base di osservazioni ed esperienze che porgono nei varii dominii le ipotesi complementari.

  1. Comptes rendus, l. c.
  2. Il calcolo conduce invero ad una perturbazione del moto del perifelio di Mercurio che procede nel senso dato dall’osservazione effettiva, ma non spiega che una piccola parte del fenomeno reale. Per la critica delle teorie della gravitazione cfr. il più recente articolo di Walter Ritz, Rivista di Scienza «Scientia», n. X, 1909. (Aggiunta alla 2ª edizione).