Pagina:Enriques - Problemi della scienza, 1906.djvu/42

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
32 capitolo i

delle pellicole sottili formanti le bolle di sapone) che W. Thomson ha riattaccato alla misura di codesta grossezza?1.

Un tale insieme di resultati mette chiaramente in luce, come non sia utile al progresso della Scienza fermare il cammino di una teoria, guardando soltanto al suo aspetto positivo, cioè all’insieme dei fatti che essa spiega; il suo valore risiede ben più nelle ipotesi che essa è capace di suggerire, per mezzo della rappresentazione psicologica dei simboli.

Non ne trarremo la conclusione che l’ipotesi atomica debba corrispondere alle sensazioni estremamente sottili di un essere simile ad un uomo perfezionato; non ragioneremo neppure intorno alla possibilità di codeste immaginarie sensazioni, in quanto si pensino come una pura estensione delle nostre. Ma ripeteremo della teoria atomica ciò che si dice un maestro illustre aver pronunziato relativamente alla unità della materia: se ad un primo esame sembri possibile un fatto che contraddica la rappresentazione atomica, vi sono forti probabilità perchè questo venga smentito dalla esperienza.

Una tale capacità di adattarsi ai fatti, fornendone il modello, non significa forse la realtà positiva di una teoria?


§ 25. Positivismo biologico.

Se più alpinisti si trovino saliti sulla vetta di un colle per vie diverse e tortuose, di mezzo ad un’intricata boscaglia, essi possono bene dimenticare i dubbii intorno alla scelta di una strada, che li hanno divisi alla partenza, per celebrare insieme la conquista della mèta desiderata in comune. Assorti nella vista grandiosa, che ricompensa tutte le fatiche, i nostri uomini abbandoneranno ogni discussione fino al momento in cui il desiderio di salire più in alto, non imponga loro una nuova scelta del cammino da tenere.

Così appunto i fisici, allorchè sono pervenuti a raccogliere molteplici ordini di fatti in un fatto generale espresso da un’equazione differenziale, possono ugualmente lasciare da parte ogni questione attinente alle rappresentazioni subiettive che li hanno condotti al resultato. Soltanto un progresso ulteriore domanderà un’analisi su questo soggetto.

Ma nelle scienze biologiche poche sono le vedute semplici e generali già conseguite; la enorme complicazione dei fatti ne rende difficile l’acquisto; le rappresentazioni psicologiche, desunte da scarse osservazioni ed associazioni preliminari, si presentano troppo spesso inadeguate allo scopo; e al sentimento dell’impotenza si unisce facilmente l’idea di qualcosa di vago, di

  1. Qui sono ancora da citare gli sviluppi recentissimi di J. J. Thomson sui fenomeni di condensazione, e di J. Perrin in rapporto al movimento browniano (Aggiunta alla 2ª edizione)