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fatti e teorie 69

di invarianti delle fonti, progredienti verso l’astratto, e disposti in un ordine di determinazione.

Ma a chi voglia spingere il parallelismo alle sue ultime conseguenze, si oppone una particolare difficoltà, propria della storia umana, la quale esula invece da altri rami della scienza storica, sia, p. es., dalla Geologia.

Nella ricerca fisica siamo sorretti dalla fiducia di potere estendere progressivamente, senza arresto necessario, il determinismo causale. Codesta veduta non può trasportarsi senz’altro nel campo storico, perchè, ammesso pure il determinismo nel suo più largo significato, non ne segue affatto un determinismo storico, nel senso che tutti i fatti della vita sociale umana possano presentarsi come conseguenze di cause sociali, scopribili mediante un’indagine approfondita. Una spiegazione storica, in questo senso, può evidentemente urtarsi a circostanze, come la morte di un uomo o il sopravvenire di una tempesta decidente di una battaglia, che, relativamente alla storia della società, sono concepite come accidentali; onde appare inconfutabile la cosidetta teoria del caso di CollRNOT, che da simili osservazioni trae la veduta di un limite al determinismo storico.

Valutare l’importanza di codesti fatti accidentali, segnare insomma i limiti del determinismo suddetto, sembra, oggi ancora, il grande problema della filosofia della Storia.

§ 18. II supposto nella conoscenza scientifica.

Ci siamo sforzati di riattaccare al tipo del fatto scientifico, quale viene offerto dalla Fisica, taluni ordini di fatti che da esso sembrano più lontani.

Ritorniamo ora al tipo stesso, riguardato pure, se si vuole, nella sua espressione più perfetta, allo scopo di svolgere alcune riflessioni di carattere generale.

Anzitutto il fatto scientifico, di cui abbiamo delineato la fisionomia, ci appare in un continuo progresso, saliente per gradi ad una più alta condizione e generalità, e riassumente quindi un maggior numero di fatti bruti.

Ma un’altra circostanza attira la nostra attenzione. Nel progresso suddetto, ci si allontana ognora di più dalla realtà che cade sotto il giudizio immediato dei sensi; il cerchio delle supposizioni si allarga molto al di là di ciò che è richiesto dagli ordinar» bisogni della vita; il dominio della conoscenza si estende ad una moltitudine di fatti, che diventa praticamente impossibile verificare, i quali si tengono tuttavia gli uni cogli altri, come gli anelli di una catena di cui i capi sieno nelle nostre mani.

Soltanto l’abitudine c’impedisce di scorgere quanto vi sia di supposto in taluni fatti, che pur concepiamo come oggetto di una osservazione diretta.

Non si immagina nulla di più evidente, che l’esistenza di un sole costituito da una massa infuocata. Eppure questa affermazione dell’Astronomia suppone tutta una serie di sensazioni non verificabili. Tant’è vero che il fatto,