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sull’altro; dall’anello di Pacinotti, prima generazione di corrente applicabile nell’industria; dal campo Ferraris, che rese possibile il trasporto a grandi distanze di imponenti quantità di energia; da Clerk Maxwell, il quale fino dal 1873, formulando la teoria matematica dei fenomeni elettromagnetici, riconosceva che il dielettrico godeva delle medesime proprietà dell’etere luminoso; che le perturbazioni elettromagnetiche si comportavano come se si propagassero nello spazio con velocità finita la velocità stessa della luce; e che vi erano in tutto ciò forti ragioni per credere che la luce fosse essa medesima una perturbazione elettromagnetica, promuovendo così le celebri esperienze di Enrico Hertz e di Augusto Righi sulle onde elettriche, che aprirono la strada alla radiotelegrafia. È uno dei giganti della matematica, Carlo Federico Gauss, che nella quiete silente degli Istituti scientifici di Gottinga, col suo collega Guglielmo Weber, sperimenta, fra l’osservatorio astronomico e il laboratorio di fisica, il primo telegrafo elettrico; è uno dei giganti della fisica, intesa nel suo più ampio significato, William Thomson, divenuto poi Lord Kelvin, che, guidato, nelle sue speculazioni scientifiche, da un ravvicinamento fra i due problemi della propagazione del calore e dell’elettricità, studia la propagazione delle correnti elettriche variabili nei conduttori allungati di grande capacità, e insegna a gettare fra l’Irlanda e l’America il primo cavo transatlantico!
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La critica scientifica di quest’ultimo mezzo secolo ha alquanto modificata la concezione dei rapporti fra scienza e realtà, e sopratutto del modo in cui la scienza si sforza di adeguare la realtà. Mentre il processo scientifico si considerava un tempo come categoricamente, ferreamente imposto dall’esperienza, e tale da dare l’assoluta certezza, oggi ne appare elemento essenziale anche lo spirito costruttore dello scienziato.
Un fenomeno qualsiasi, come si presenta ai nostri sensi, è sempre estremamente complesso, e appare la risultante di molte cause, alcune essenziali e preponderanti, altre d’importanza minore. Nel movimento di rivoluzione dei pianeti intorno al sole appare preponderante l’attrazione esercitata, su ognuno di essi, dal sole medesimo, e di gran lunga minore quelle dei