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singoli pianeti fra loro. Le leggi di Keplero, la prima delle quali, la più nota, dice che ciascun pianeta descrive un’ellisse della quale il sole occupa un fuoco, suppongono la massa di ognuno di questi astri concentrata in un unico punto, e ogni pianeta soggetto alla sola attrazione solare, salvo poi ricercare quali «perturbazioni» al movimento così semplificato possono portare le altre attrazioni. Le leggi elementari dei gas, cioè le relazioni fra volume, pressione e temperatura di una data massa di gas, nella loro più semplice formulazione, si riferiscono allo stato di gas perfetto: stato ideale, che in pratica non è mai raggiunto, ma al quale la maggior parte delle sostanze gazose, se lontane dalla condensazione, possono molto avvicinarsi. Il biologo sperimenta su razze selezionate, in condizioni semplificate e un po’ diverse da quelle che si presentano in natura: ma da questo può trarre conclusioni utili a interpretare e comprendere ciò che in natura avviene. L’economista studia l’«homo economicus»); essere astratto, senza passioni nè sentimenti, capace di trasformare i beni economici gli uni negli altri, nell’intento di conseguire il massimo piacere. Si cerca dunque di semplificare il fenomeno, accontentandosi di rappresentarlo imperfettamente[1]; ma quest’approssimazione, opportunamente contenuta, basta per fare previsioni che, a loro volta in un certo grado di approssimazione, dipendente dal primo, risultano confermate dai fatti: sì da arrivare alle odierne condizioni di dominio sulla natura. Spetta allo scienziato, come ben disse Jules Tannery[2] e qui appunto si esplicherà la sua opera costruttrice di débrouiller, sbrogliar fuori dalla immensa complessità delle cose le relazioni più salienti e che, sia pure imperfettamente, possono esprimersi in formole semplici[3], facilmente afferrabili dal nostro spirito;
- ↑ Si può anzi dire che non siamo mai sicuri di conoscere tutte le circostanze che influiscono sopra un dato fenomeno!
- ↑ Science et philosophie; Paris, 1912, p. 19.
- ↑ Il senso della semplicità, per quanto variamente inteso nelle diverse epoche storiche, ha sempre guidato lo scienziato nell’interrogare la natura e nell’interpretarne i responsi. Laplace adduceva addirittura la semplicità di una legge fisica come indizio della sua verità. E’ interessante, nei riguardi della funzione che alla semplicità spetta nella scienza, il confronto, in un recente articolo di P. Boutroux (Le Père Mersenne et Galilée, II; Scientia, Vol. 31, 1922, p. 357-60), fra