Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/16

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prefazione

l'interesse d'una rievocazione in cui vediamo sferrarsi i primi assalti contro una civiltà che tutti gli uomini civili credevano allora pacificamente e fermamente acquisita.

Il regime si consolidava di giorno in giorno eliminando le superstiti resistenze sempre più incerte e sporadiche. Nell’ottobre del ’26, dopo il presunto attentato di Bologna contro Mussolini, cominciano i «giri di vite», sorge il Tribunale Speciale, spinta dalla sua inevitabile logica interna la dittatura s’inoltra nel suo pericoloso cammino.

Fin dal principio Leo vede lucidamente che la forza del dittatore risiede sopratutto in una deficienza morale degl'italiani, nella loro mancanza di principi, di fede, di coerenza, onde l’universale docilità alla sopraffazione isola i rari oppositori in un vuoto torricelliano e ne fa agevole bersaglio del potere. La dittatura non degrada il carattere di nessuno, come tutti stoltamente ripetono, ma rivela la generale mancanza di carattere, e in questo senso essa è crudelmente chiarificatrice, poiché mette a nudo quale sia il vero animo di ciascuno, quale sia per ciascuno, nel momento decisivo, la scelta tra ragioni ideali e ragioni pratiche. Il più delle volte la paura va molto più in la dei


XII