Pagina:Filippo.djvu/11

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10 FILIPPO

Creder li può, non che pensar: crudele
Più d’ogni crudo, che dintorno Ei s’abbia,
Filippo egli è, che m’odia; Ei, che dà norma 100
Alla Turba servil; Ei, ch’esser Padre
Non rammenta, o s’adira. Io d’esser Figlio
Già non oblìo perciò; ma se obliarlo
Potessi pur, ed allentare un giorno
Ai repressi lamenti il fren, mia fama105
Insidiata, Ei non m’udria, nè i tolti
Onor, nè il suo ver me tepido, e poco
Paterno amor da lui ripeter mai;
Di più gran ben rapito i’ mi dorria:
Tutto Ei mi tolse il dì, che Te mi tolse.110

Isabella.

Prence, ch’Ei t’è Padre, e Signor, rammenti
Mal tu così.

Carlo.

D’alma ripiena escusa
Involontario sfogo: aprirti intero
Mai non potei mio cor.