Pagina:Filippo.djvu/21

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Col tuo di me dubbiar. Tu dentro il petto
Mortal dolor, che non puoi dirmi, ascondi?
Saper nol vo’. Duol, che ti mena a morte? 235
Io bramo, io chieggio (e tu negar mel puoi?)
A morir teco il tuo dolor mi meni.

Carlo.

Tu ’l vuoi? Tu dunque? Eccoti, infausto pegno
Mia destra prendi d’amistade infausta.
Compiango te: ma omai nè di mia sorte, 240
Nè mi dolgh’io del Ciel; del Ciel, che largo
M’è di cotanto amico: assai men sono,
Meno infelice io son di te, Filippo:
Tra pompe vane, e adulazion mendace
Tu, di pietà più che d’invidia degno,245
Santa Amistà non conoscesti mai.