Pagina:Filippo.djvu/31

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In me non tace ... Oh Ciel! Ma voce anch’odo
Di Padre in me .....

Isabella.

Deh! Tu l’ascolta: è voce,
Cui nulla agguaglia. Reo non s’è fors’Egli;
Anzi impossibil par, che di ciò ’l sia. 120
Ma, qual ch’ei sia, tu l’odi; odil tu stesso:
Tra Figlio, e Padre, altri che Padre, e Figlio
Entrar chi può mediator? Se altero
Ei fù con Gente al ver non sempre amica,
Teco per certo altier non fia: Tu schiudi 125
L’orecchio a lui; tu ’l cor disserra a’ dolci
Paterni affetti. A te rado, o non mai
Tu ’l chiami, e mai non gli favelli. Ei pieno
Di mista tema a te s’appressa; e in duro
Fatal silenzio diffidar più cresce, 130
Più scema amor. Tu la virtù primiera,
Se in lui sopita è pur, tu in lui richiama,
Ch’esser non puote in chi t’è Figlio spenta.
Tu le paterne cure altrui non fida;
Di Padre tu mostragli aspetto; e serba 135