Pagina:Filippo.djvu/35

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Ov’io del dolce nome di Figliuolo
Possa appellarti sol? Di Rè, di Padre,
Deh tu ’l volessi! i nomi in me vedresti
Confusi ognor: ma se pur vuoi distinti,
Perchè non ami ’l Padre, e il Rè non temi? 185

Carlo.

Signor, nuova m’è sempre, ancor ch’io l’abbia
Udita spesso, la mortal rampogna:
Nuovo così non m’è il tacer; che, s’io
Reo pur t’appajo, al certo i’ reo mi sono.
Vero è, che in cor non io rimorsi sento, 190
Ma duol profondo, che tu reo m’estimi.
Deh potess’io così di mia sventura,
O, se a te piace più, de’ falli miei
Saper la cagion vera!

Filippo.

Amor, .... che poco
Di Patria t’hai; del Padre amor, ch’hai meno; 195
E troppo udir lusingatori astuti:
Altra non cerca al tuo fallir cagione.