Pagina:Filippo.djvu/41

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Carlo.

Parmi pur duro di perdono il nome;
Ma, se accettar da Genitore il debbo,
E la Regina procacciarmel; voglia
Il mio destino, espressamente io dico, 290
Non i mie’ falli; il mio destin deh! voglia,
Ch’io più mai scender a simìl vergogna
Non deggia io, mai.

Filippo.

Non d’ottener perdono,
Di meritarlo abbi miglior vergogna.
Ma basti omai: và; del mio dir fà senno. 295
Tu, Donna, riedi alle tue Stanze intanto;
Raggiungerotti ivi fra breve: or deggio
Dar pochi istanti ad altre gravi cure.




SCENA QUINTA.

Filippo, Gomez.


Filippo.

UDisti?