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44 F I L I P P O

In mio favor quì favellar: gran fallo 10
Tu festi, e dirtel vengo; e al Ciel deh! piaccia,
Che pena io n’abbia solo. Ei di severa
Pietà fea pompa; e di più lungo sdegno,
D’odio maggior, pegno il perdon mi dava.
Semplice tu nol ti pensavi allora, 15
Mostrar pietà quanto a Tiranno è oltraggio:
A rimembrartel vengo: in lui pietade
È d’ogni mal foriera: il cor m’invase
Terror, che in me mai non conobbi pria,
Da quell’istante: Io tremo, e per te tremo. 20
Non sò: nuovo linguaggio ei ne parlava;
Mostrava affetto insolito. Deh! mai,
Più mai di me non gli parlar.


Isabella.

                                              Primo egli
Mi fea di te menzion: risponder quasi
Mi sforzava Ei; ma il suo furor placarsi 25
Parve del tutto a’ detti miei. Pur anco
Or dianzi, allor ch’udito ei t’ebbe, meco
Teneramente di paterno amore