Pagina:Filippo.djvu/67

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Ma son di me più le discolpe indegne.

Filippo.

L’ardir v’aggiungi? Aggiungil pur, ch’è ognora 40
All’alte scelleraggini compagno:
Fà di rispetto menzognero all’alma
Tua infida, atroce, ambiziosa velo.
Già non t’escusi tu; meglio è che ’l varco
Tu schiuda intero alla tua rabbia; e il rio 45
Tosco mortal, che in te rinserri, versi;
Ed altamente ogni pensier tuo fello,
Degno di te magnanimo confessi.

Carlo.

Che confessar degg’io? Risparmia, o Padre,
I vani oltraggi: ogni più cruda pena 50
Dammi: giusta ella fia, se a te fia grata.

Filippo.

Dì: come giunto, in così acerta etade,
Sei di perfidia al più eccellente segno?
D’iniquità dove apprendesti l’arte?
Ch’or dal tuo Rè colto in sì orribil fallo 55
Neppur d’aspetto cangi.