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Pagina:Foscolo, Ugo – Prose, Vol. II, 1913 – BEIC 1823663.djvu/96

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90 varianti

p. 24, l. Z e L, raffigurato      ed essendo

»l. 22, Z e L, mi accertò.

p. 25, l. 7, Z e L, senza mai potersi      tornavasi

»l. 10, Z e L, seguitato

»l. 14, Z e L, mentre non

»l. 23, Z e L, unicamente per me.

»l. 34, Z e L, amichevolmente che non mi rincrescesse di ritornare

p. 26, l. 2, Z e L, il vostro aspetto

»l. 6, corr. per lasciarmi; Z e L, rizzandosi per accomiatarsi, riprese a dire

»l. 13, Z e L, che ei possedeva

»l. 15, Z e L, fratelli miei

»l. 16, Z e L, non però

»l. 18, Z e L, condotto o dalla notte o dalla fame

»l. 22, Z e L, che essendo venuto

»l. 25, Z e L, ma con certo

p. 27, l. 29, Z e L, avviando una

»l. 3, Z e L, ha santificata la mia      verso di te

»l. 11, Z e L, esso

»l. 12, Z e L, arrivare

»l. 17, Z e L, spedale

»l. 18, Z e L, dicevagli

»l. 22, Z e L, spedale

»l. 24, Z e L, da sostenere

»l. 26-7, Z e L, disagi      durare

p. 28, l. 1, Z e L, pane

»l. 3, Z e L, sciagure

»l. 12, Z e L, udito

»l. 13, Z e L, lanterna nuova      il

»l. 19, Z e L, col quale nasce la prima idea del delitto

»l. 21, Z e L, con che l’uomo si sfama del frutto

»l. 29, Z e L, talvolta aggiratevi

»l. 30, Z e L, le cittá capitali

»l. 32, Z e L, placare le supreme

»l. 33, Z e L, rimutare

»l. 35-6, Z e L, reggersi senza giudici, né senza patiboli

p. 29, l. 7, Z e L, non sarò giudice mai.

»l. 10, Z e L, tollerarle.

»l. 12, Z e L, può egli

»l. 13, Z e L, che è incerto

»l. 23, Z e L, chi ha forze da salvarsi

p. 30, l. 3, Z e L, vo’ bensí

»l. 4-5, Z e L, le piaghe mie; il cielo te le risparmi!

»l. 6, Z e L, dovrá