Pagina:Foscolo, Ugo – Prose, Vol. III, 1920 – BEIC 1824364.djvu/61

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lungo la francia e l'italia 55


— E mi onora egli — disse madame de L***, interrompendo La Fleur — di un biglietto in risposta? —

Madame de L*** lo interrogò con tanta fiducia, che a La Fleur non bastò l’animo di contraddirle: e gli tremava il cuore per l’onor mio, e probabilmente per l’onore suo proprio, come s’egli fosse uomo da starsi con un padrone trascurato en égurds vis-à-vis d’une femme; e, non si tosto madame de L*** gli domandò se le recava un biglietto - — Oh! qu’oui — le rispose: e gittandosi a piedi il cappello, e pigliandosi con la mano sinistra la falda della tasca diritta, comincia a frugarvi con l’altra mano: tenta l’altra falda: — Diable! — fruga per ogni tasca: tasca per tasca in giro, né si dimentica del taschino: — Peste! — votò dunque le tasche sul pavimento, esponendo un collarino sudicio, un pettine, una pezzuola, un frustino, un cuffiotto e dava un’occhiata dentro e fuori al cappello: — Quelle étourderie! — Aveva lasciato il biglietto sulla tavola della locanda; correva per esso, né starebbe tre minuti a portarlo.

Io m’alzava da cena, quando La Fleur capitò a ragguagliarmi del caso, e me lo contò puntualmente; suggerendomi, con mia buona grazia che, se monsieur, par hasard, si fosse dimenticato di rispondere alla lettera di madame, quest’espediente gli dava àdito di ripiegare al faux pas: quando che no, le cose starebbero come stavano.

Veramente io non era certo se la mia étiquette m’ingiungeva di scrivere o no; ma, quand’anche io scrivessi, neppure il diavolo poteva adirarsene1; né io doveva mostrarmi ingrato allo zelo ufficioso d’un servo tenero dell’onor mio; e quand’anche egli avesse errato, ed io mi vedessi mal mio grado impacciato, non si poteva imputarlo al suo cuore. Per verità, non era necessario ch’io rispondessi; ma come mai mortificar quel ragazzo che diceva con gli occhi: — Non ho io forse ben fatto? —

  1. Elle sono chiacchiere del donnaiuolo, per non parere sí tosto mal fermo ne! proponimento di vivere fido all’amore d’Elisa e di non impacciarsi per nulla con la dama di Brusselle [F.].