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Pagina:Francesco Sabatini - Il volgo di Roma - 1890.pdf/194

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180 Luigi Zanazzo


II.

IL CAVALIERE.

Ritmo:


— Che mmangiassi jer sera a ccena
   Caro fijolo sapiente e gentil
   Ohimè! gentil mio cavalier?
— Un'anguilletta arrosto.
   Signora madre, il mio core sta mmale,
   Male mi sta — Non posso parlà';
   Mmi sento morì' — Non posso ppiù ddì':
   Oh Ddio che mmòro!
— Cosa lasci alla tua madre, ecc.
— Il baston de la vecchiaja, ecc.
— Cosa lasci allo tuo padre, ecc.
— La cammera mia da letto, ecc.
— Cosa lasci al tuo cocchiere, ecc.
— La carrozza cò' li cavalli, ecc.
— Cosa lasci al tuo coco, ecc.
— Li rami de la cucina, ecc.
— Cosa lasci alla tua bbella, ecc.
— Una forca che l'impicchi, ecc.

[1]

  1. Il metro della lezione piemontese è un verso di due emistichi: il primo settenario piano, il secondo senario tronco. La nostra lezione trova riscontro nella pisana (Nigra, Op. cit., pag. 162); ma ha il solo primo verso nonario, che nel ritmo musicale si riduce a settenario.