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Pagina:Francesco d’Assisi e il suo secolo.djvu/111

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natrice di odii e di scandali, e traffico di brighe sfacciate ed invidiose, cominciò col diffondere la pace, predicar l'amore, riconciliare fratelli. E prima che Dante si lamentasse perchè non si stessero senza guerra quelli che un muro ed una fossa serrava; prima che il Petrarca, per mettere fra noi e la tedesca rabbia uno schermo migliore che le Alpi, andasse gridando Pace, pace, pace, un frate, strapazzato come il pessimo degli scrittori da un vanitoso retore nostro contemporaneo, adoperava i primi suoni della lingua italiana a rimproverar le fraterne discordie de' Fiorentini con nobilissimi ed amorosí accenti, ispirati da evangelico coraggio e da cristiana carità. Questo sublime monaco fu fra Guittone d'Arezzo.

Ugualmente degno di storia, ed onorevole nella memoria degl'Italiani vive ancora e vivrà lungo i secoli fra Jacopone da Todi, sfatato per pazzo, punito qual reprobo dalla corte romana sotto il pontificato di Bonifacio VIII, la di cui politica l'austero Francescano co' suoi fantastici canti popolari, teneva in bilico. Ma egli pieno sempre della sua coscienza, e caldo dell'altissimo verbo del Vangelo, dal fondo di una prigione folgora satireggiando il disordinato vivere del clericato e del popolo; e non ch'e' si tenga per questo dal discorrere in versi i più forti punti della teologia cristiana, ma toccato il fondo della misticità, suonangli già sulle labbra gli accenti che suonarono poscia su quelle di S.a Teresa e di S. Giovanni della Croce.

È della più popolare celebrità Antonio da Lisbona, che noi veneriamo col nome del Santo di Padova. Nato a Lisbona nel 1195, entrato francescano, volle, giovinetto, recarsi in terra di infedeli per convertirli ed acquistare la palma del martirio: ma un affanno di salute lo costrinse a ritornare. Dalla tempesta spinto in Sicilia va al Capitolo generale de' suoi frati che allora tenevasi in Assisi, e talmente dissimula il suo sapere che Francesco e gli altri lo credono uno zotico e da nulla. Fra Graziano il condusse nella Romagnola, ove al monte Paolo visse nella meditazione e nel silenzio. Cominciò poi a predicare, con gran sapere