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Pagina:Francesco d’Assisi e il suo secolo.djvu/44

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girita. Dall'arabo i dotti europei, che furono alcuni Ebrei spagnuoli, fra' quali Moises Maimonides da Cordova, l'Atene Iberica, li recarono in ebraico, e quindi in latino: per le quali vie la greca sapienza venne introdotta nelle scuole dell'Europa cristiana. Da questo fatto comincia ad aver vita più possente la nuova civiltà; sicchè udiamo un grido, che emerge dal sen della natura umana, levarsi contro la barbarie e l'onta morale, e contro tutto quanto impugna le ragioni sante del dogma. Epperò le generazioni europee ebbero a que' dì ad assistere alle tremende e spesso virulente dispute religiose, alle discordie delle Corti, alle ire e diffidenze tra' popoli e re, alle guerre tra la Chiesa e l'impero; tra l'Italia, la terra ov'è musica e luce, e le barbare nazioni d'oltr'Alpe e d'oltre mare.

Il regno della filosofia scolastica in Francia e in Italia comincia con Pietro Abelardo, conosciuto generalmente pel suo amore infelice con Eloisa. Egli colla sua passionata eloquenza fe' fiorire la nascente università di Parigi; e la sua fama si diffuse così rapidamente per l'Europa, che non v'era angolo di sue terre da cui non traesse gente ad udirlo. Ma, colpa forse dei tempi, e degli scismi ed eresie che scindeano la Chiesa, le sue dottrine teologiche non sono sempre ortodosse, ed in ispecial modo quelle che riguardano il mistero della Trinità. Alle quali dottrine il Cenobita di Chiaravalle, vissuto nel suo secolo, mosse coll'anima serena della verace sapienza, mortalissima tenzone, e fece prevalere l'austera verità del Dogma alle morali utopie de' tempi, e a quelle cosiffatte erronee dottrine religiose.

Tra gli errori che dominavano a que' giorni nella scienza, il Panteismo materiale ed ideale era quello che aveva baldanzosamente levato il capo sa tutti i sistemi, e andava, quasi dissi, a galla. Ma benchè Abelardo non traesse insino al Panteismo, non pertanto le sue dottrine teologiche e filosofiche ne conteneano apertamente il germe. Il che fu di fomento ad alcuni filosofi del medio evo, di porre cosiffatto principio a fondamento dei loro sistemi. Intanto le società senza freno e senza legge ra‍zionale, perchè governate da una filosofia guasta ed insana, de-