Pagina:Gaetano Cantoni - Trattato completo di agricoltura, 1855.djvu/93

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88 della robbia.

con una coltura jemale, ossia con due lavori l’uno in ottobre e l’altro in novembre, concimando in primavera sul secondo lavoro prima di procedere al terzo ed ultimo verso fa line di marzo od il principio d’aprile, quando la temperatura media sia di +12°. In seguito all’ultimo lavoro si divide il terreno in porche od ajuole, larghe non più di 1m,32 circa, divise fra loro da un solco piuttosto profondo e largo da 0m,30 a 0m,35. Questo largo solco serve a più scopi, cioè a dare un libero e comodo accesso al coltivatore nelle varie operazioni senza calpestare le piante, serve all’irrigazione per infiltramento, e finalmente coll’approfondarlo si ottiene terra sufficiente per rincalzare convenientemente le radici delle piante; epperò le ajuole saranno tanto più strette, ed i solchi intermedii tanto più larghi e profondi quanto maggior tempo vorremo lasciare in terra questa pianta, la quale da alcuni è estirpata dopo diciotto mesi e da altri dopo trenta.

Quando si voglia seminare la robbia, e stabilite che siano le ajuole, il di cui terreno sia stato lavorato a 0m,30 o 0m,40 di profondità, si tracciano le linee distanti fra loro 0m,20, nelle quali si interra il seme. Con una zappa si fa un solco profondo 0m,20 circa sulle linee tracciate, indi vi si getta il seme, e lo si ricopre colla terra dei bordi del solco.

Nelle terre nelle quali non fu mai coltivata la garanza, o che siano forti, si adoperano chilogrammi 70 per ogni ettaro, nelle leggieri 82 circa; ma nelle terre nelle quali fu di già coltivata si aumenta la quantità fino ai 120 chilogrammi.

Avanti però di procedere alla semina è bene fare una buona scelta nei seme, poichè questo perde presto la facoltà germinativa; nel secondo anno moltissimi grani non germinano, e nei successivi ne va perduta una quantità sempre maggiore. Il buon seme è bianco, e divien sempre più bruno invecchiando.

L’epoca della semina è quella in cui l’umidità ed il calore favoriscono la pronta germinazione, e, quantunque il momento migliore sia quando la temperatura è giunta a +12, cioè alla metà d’aprile, pure di solito non si può aspettare sino a questo tempo che nelle terre fresche, poichè ove possa temersi la siccità, la germinazione riesce tarda ed incompleta. Epperò, ordinariamente si semina in marzo, quando la temperatura media è bensì di +7° a +8°, ma che il terreno è ancor umido dalle piogge della fine del verno. In tal caso la germinazione ha luogo dopo 20 o 25 giorni.