Pagina:Galiani, Ferdinando – Della moneta, 1915 – BEIC 1825718.djvu/130

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124 libro secondo


si lasciano percepire. Perciò io mi propongo d’entrare a disputare dell’utilitá e necessitá della moneta e prefiggere i giusti limiti alla stima di lei; acciocché gli uomini, ritraendosi da quell’errore ordinario, per cui scambiano le immagini colle cose, gl’istromenti con l’opra, conoscano che i metalli preziosi sono mercanzia di lusso e non di necessitá; la moneta non è ricchezza, ma immagine sua ed istrumento di raggirarla: dal quale rigiro sebbene accada alcuna volta che la vera ricchezza s’accresca, infinite volte piú pare che cosí avvenga e non è vero. Non diversamente da quello di chi, movendo velocemente un carbone acceso in giro, fará credere all’occhio che una ruota intera di fuoco egli s’abbia nelle mani, mentre la veloce mutazione pare agli uomini duplicata presenza.

Che la moltitudine chiami il denaro «nerbo della guerra», «fondamento d’ogni potenza», «secondo sangue dell’uomo» e «principal sostegno della vita e della felicitá», si potrebbe perdonare all’ignoranza sua ed alla connessione delle idee fra l’immagine e la cosa. Ma che si lasci cadere in questo errore chi governa, non è in alcun modo da tollerare, per lo danno che ne può provenire. Le ricchezze di Sardanapalo, di Creso, di Dario e di Perseo furono per cagione di questo inganno accumulate; e, perché questi non si ricordarono che la guerra si fa cogli uomini e col ferro e non con l’oro, e vi si riposarono sopra, furono piú avidamente spogliati per quella cosa istessa, ch’essi aveano per difesa accumulata.

Ora, per dimostrare la grandezza di questo volgare errore, basta definire che sia la ricchezza, e si vedrá se il possessore delle monete si possa cosí chiamare. Ricchezza è il possesso d’alcuna cosa, che sia piú desiderata da altri che dal possessore. Dico cosi, perché molte cose sarebbero ad alcuno utili assai, ma, avendo quegli la sventura di non conoscerle, non se ne può dir povero, né chi le possiede, rispetto a lui, è ricco; e cosí per contrario molte sono o inutili o dannose, ma, essendo per errore molto richieste, rendono ricco chi le ha.

Da questa definizione si comprende che la ricchezza è una ragione tra due persone, e, riguardo ad ogni uomo, uno è