Pagina:Galiani, Ferdinando – Della moneta, 1915 – BEIC 1825718.djvu/136

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130 libro secondo


sebbene ella siasi da me in altra opera dichiarata tutta, pure e’ mi par bene anche qui ragionarne. Dico adunque che i mezzi da accrescere la popolazione sono sei.

I. La esatta giustizia e la libertá, che è quanto dire le buone leggi; intendendo io qui per «libertá», non l’aver parte al governo, ma l’esercizio pacifico di quanto dalla retta ragione e dalla vera religione, che è lo stesso, non è vietato, né nuoce al bene dell’intero Stato. Questa giustizia e libertá compensa da per tutto ogni bellezza di clima e di paese; e si vede che le rupi degli svizzeri e le paludose Polesine di Rovigo con queste arti hanno spopolata la fertile Lombardia.

II. La virtú militare, che difenda dalla servitú, e le savie provvidenze contro alla pestilenza; sebbene la prima di queste due nasca sempre dalle buone leggi: né c’è valore ove non è libertá.

III. La giusta distribuzione de’ tributi, la quale, non nuocendo alle arti ed al commercio, non riduca gli uomini alla mendicitá; perché questa, scemando i matrimoni e la prole, nuoce talora piú della peste istessa.

IV. L’egualitá delle ricchezze; perocché il lusso, compagno delle ineguali distribuzioni testamentarie, toglie la diramazione alle famiglie, ed è da per tutto col forzoso celibato accoppiato.

V. Il principe proprio, senza il quale tutte le cose di sopra enumerate non si possono stabilmente avere.

VI. L’agricoltura favorita piú d’ogni cosa e piú del commercio. L’uomo è animale che si nutre di terra. Il commercio non produce nuovi frutti della terra, ma solo o gli raccoglie o gli trasporta o gli scomparte ed espone in vendita; onde, se questi mancano, ogni commercio s’estingue. L’agricoltura è dunque la madre di esso, e senza esso si viverebbe, quantunque a stento; senza l’agricoltura, affatto non si può vivere. Onde è ch’egli è un errore quanto generale tanto calamitoso l’essere l’agricoltura disprezzata da tanti e tanti, che questa voce «commercio, commercio» replicano meccanicamente sempre e, senza intenderla, esaltano solo perché ella è venuta in moda, e chi la proferisce, comunque egli lo faccia, purché sia con aria grande e carica di mistero, si