Pagina:Galileo e l'Inquisizione.djvu/8

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dei testimoni, i relativi carteggi ed eventualmente le sentenze e le abiure. Di queste due serie, quella dei Decreta si trova tuttavia nell’Archivio del Sant’Uffizio, dischiuso eccezionalmente a noi dall’alta ed illuminata sapienza di Papa Leone XIII[1]; dall’altra, che pure vi era conservata, vennero tolti, e non sappiamo nè il quando nè il come, i processi di Galileo, ripetute volte oggetto di studio da parte dell’Inquisizione stessa, e riuniti in un volume, il quale dopo varie vicende passò nell’Archivio Segreto Vaticano, dove prima che da Isidoro Del Lungo, che pur in questa parte delle comuni nostre fatiche mi fu cooperatore preziosissimo, e da me, era stato veduto da altri e fatto conoscere a più riprese agli studiosi.

Le questioni che, or sono circa trent’anni, si agitarono intorno alla autenticità ed alla integrità dei documenti contenuti nel volume Vaticano, avevano fatto ragionevolmente stimar necessario che nella pubblicazione di essi fossero seguite alcune norme, per le quali si rendesse possibile il seguire le discussioni che con istraordinaria vivacità si andavano dibattendo intorno al gravissimo e delicato argomento; ma oggidì crediamo non vi sia più alcuno che sinceramente dubiti di una qualsiasi alterazione artatamente introdotta in quei documenti: e a tale conclusione giovò in singolar modo la pubblicazione integrale dei Decreta che dimostrano la continua e perfetta rispondenza delle due serie di atti concernenti lo stesso argomento.

Che se nel volume dell’Archivio Segreto Vaticano non si ha proprio completa la raccolta di tutti i documenti relativi ai processi di Galileo, altri che, a quanto pare, non vi furono originariamente compresi, o saranno dispersi in altre serie, o per trovarsi in essi trattato anche di altri argomenti si troveranno allegati alle carte a questi relative, o almeno in parte saranno stati distrutti, perchè, secondo le antiche pratiche del Sant’Uffizio, non tutto si conservava; se pure non andarono dispersi in seguito ai trasporti, alle manomissioni od alle sottrazioni alle quali, sia nei tempi Napoleonici, sia in quelli della seconda Repubblica Romana, andarono soggetti gli Archivi di Roma e segnatamente quelli della Inquisizione.

Non sono, nè avrebbero potuto essere, fra gli atti originali altri documenti di massima importanza che illustrano giorno per giorno gli avvenimenti che si andavano svolgendo: tali sono quelli del Carteggio che, relativamente a questo fosco anno 1633, occupano nella Edi-