nostrum, voglion significare il Mediterraneo, contenuto dalle terre de’ Romani, a differenza dell’Oceano. Quanto a’ Capitoli di pace tra’ Persiani, ed Atteniesi, e tra questi, e i Lacedemoni[1] potrebbesi per avventura rispondere: che, senza esser padroni del Mare, erano ben padroni di convenirsi, e patteggiar fra di loro, che non dovessero nel tale, e tal golfo navigare: poiche poteano a lor talento spogliarsi, a favor della parte vincitrice, di ciò, che per dritto delle genti era libero, e comune. Ma io non posso se non fortemente maravigliarmi, quante volte considero, come un tant’uomo, trovando, nelle notizie dell’uno, e dell’altro Imperio,[2] l’insegne del Proconsolo di Asia; e in esse, fra le altre, una figura di donna, rappresentante l’Ellesponto, col capo coronato di merli; l’abbia egli presa per lo mare così detto, e non più tosto per gli porti del medesimo, ove i dazj si riscoteano, come sarebbe stato Callipoli, ed altri: poiche non par verisimile, che il mare, voglia figurarsi con merli di torri sul capo; che più convenevoli a lui sono le alghe, le conchiglie, e i rostri delle navi infrante. In fine non è buona ragione, per provare il dominio privato sul
- ↑ Selden. cap. XI.
- ↑ Alciat. et Pancirol. Notit. utrisque Imp.