giusta la costumanza de’ Greci, per quel che ne afferma lo stesso Svetonio[Id. cap. 12.]: Instituit et quinquennale certamen primus omnium Romæ, more Græco, triplex; musicum, gymnicum, equestre: e più sotto: deinde in orchestram, Senatumque descendit, et orationis quidem, carminisque Latini coronam, de qua honestissimus quisque contenderat, ipsorum consensu concessam sibi, recepit. Tacito ancora par che voglia mostrare, essergli stata data per aperta adulazione: Eloquentiæ primas partes nemo tulit, sed victorem esse Cæsarem pronunciatum. A questo proposito mi par doversi osservare una come contradizione in questo Autore; imperocchè egli nel lib. xiv. dice, che sotto il Consolato di Cornelio Cosso, e di Nerone la quarta volta, furono dal medesimo Nerone istituiti i giuochi quinquennali; e che egli v’ebbe il pregio: e poi nel libro seguente, parlando del consolato di C. Lecanio Basso, e di M. Licinio Crasso, che fu ben quattro anni appresso, afferma, che Nerone, non avendo avuto ardire di cantare nel pubblico teatro di Roma, Neapolim quasi Græcam urbem dilegit. Inde initium fove, ut transgressus in Achajam, insignesque, et antiquitùs sacras coronas adeptus, majore fama studia Civium eliceret. Or se quattro