Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/151

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

bianca di monferrato 115

bilo dai genitori e festeggiata con entusiasmo dal popolo.

Dopo di che il Duca tornò al campo, onde vedere di conciliare la questione di Saluzzo, e terminare al più presto la guerra, facendo arbitro della decisione il Re di Francia. Le trattative però furono lunghe, perchè Carlo, mentre aveva ancora le mani libere, voleva approfittarne per finire di conquistare tutto quel Marchesato. Si arrivò nondimeno a concludere la convenzione di Chateaubriant, che niuno seriamente osservò; e quindi il trattato di Chinon, che poneva la questione, di Saluzzo in una via più pacifica, giacché ora erano i politici, e non i guerrieri, che dovevano decidere, sedendo in conferenze a Beauvoisin.

Durante la tregua ivi stabilita, Carlo si recò in Francia, alla Corte del cugino da poco Re, per meglio provvedere in persona agli interessi del Ducato, e là, recata da un araldo, che fece prodigi di velocità, gli giunse la sospirata notizia che il 24 giugno 1488, Bianca lo aveva fatto padre di un erede al Ducato. Egli, non appena pregato ed ottenuto che il Re tenesse al fonte il neonato, pensò ritornare in patria, impaziente di riabbracciare la moglie e il figliuolino.

La Corte di Carlo, rallegrata dal sorriso dell’amabile Duchessa, che non aveva desideri, gusti e piaceri se non divisi con lui, era una scuola perfetta di onore e di virtù. E ne fu valida prova il Cavaliere senza macchia e senza paura, il celebre Baiardo, che fu ivi educato e vi servì da paggio. Separata però dal marito,