Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/191

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margherita 151

tano dalla sua Corte, fece revocare tutti i privilegi ad esso concessi dal padre, eppoi da Filiberto, costringendolo così a starsene alla Corte di Francia, ove, fatalmente, soffiò sempre la discordia tra essa e Savoia.

Sventuratamente, questa energica donna, che aveva tanta attività, tanto buon senso e tanto cuore, non fu a lungo Duchessa di Savoia, dove giovine, bella e seducente, era adorata. Tre anni dopo il loro matrimonio, i giovani Duchi trovavansi di nuovo nella loro villeggiatura prediletta, allorché, per festeggiare un certo ambasciatore, Filiberto ebbe l’idea di offrirgli una caccia. Egli era bravissimo nell’arte della guerra e in tutto quanto la rammentava, e perciò le caccie, le giostre, i tornei, erano i suoi divertimenti favoriti, sebbene alla sua Corte neppure facessero difetto, perchè preferiti dalla sua dolce compagna, le feste mascherate, i balletti, le rappresentazioni, per le quali cose essa spesso componeva dei versi.

Questa volta però, trattandosi di festeggiare un uomo, Filiberto si decise per la caccia, benché si fosse nel cuore dell’estate. Margherita disapprovò quella scelta in tale stagione, ne fece anche, gentilmente, l’osservazione al Duca, rifiutando recisamente d’intervenirvi (come sovente faceva), e scongiurandolo almeno di non parteciparvi lui pure.

— Ma perchè, mia cara, tanta avversione? — le domandò, Filiberto carezzandole la bionda chioma.

— Perchè vedo laggiù elevarsi dal piano una nebbia di cattivo augurio.