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virtù ed ideali, onde tutto contribuiva a far credere che quella unione sarebbe stata per la fanciulla felicissima.

Manipolizzatore di tale matrimonio fu il fratello di Giuliano, a cui questi come un padre obbediva. Il cardinale Giovanni dei Medici, secondogenito, dei maschi del Magnifico era stato mente aperta e vivace fin da ragazzetto, nutrito di buoni studi da Angiolo Poliziano e Bernardo Michelozzi, i più illustri fra i maestri a lui dati dal padre. Fatto cardinale a tredici anni da Innocenzo VIII, non andò per allora a stabilirsi a Roma, e intanto appena fatto adulto ebbe gran parte negli avvenimenti politici dell’epoca, ed anche tentò ripetutamente di rimettere la sua famiglia al governo della Repubblica fiorentina, perduto dopo la morte del padre. A Roma, dove poi molto soggiornò, era caro a tutti quanti lo circondavano e lo avvicinavano, pel suo fare amabile, per la versatilità del suo ingegno, la valentia in letteratura e il gusto per le belle arti. Staccatosi un momento dalla politica, allorché gli avvenimenti presero una piega contraria alle sue vedute, viaggiò molto per l’Italia, poi andò all’estero e vi si indugiò, e colto finalmente il destro era riuscito, sul finire del 1512, a riporre alla testa del governo della città natale il minor fratello Giuliano.

Morto in quel frattempo il Papa Giulio II, Giovanni andò a Roma per il Conclave, d’onde uscì Papa, col nome di Leone X, l’11 marzo 1513, a trentasette anni, per opera specialmente dei Cardinali più giovani.