Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/217

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beatrice di portogallo 175

Francesco I recandosi colà, mirando nella sua sagacia alla sostanza delle cose, e colla sua politica contando sfruttare il potere che aveva su Carlo V come parente, oltre alla contea d'Asti, concessale dall' Imperatore come dote, chiese ed ottenne anche le signorie di Cherasco e di Ceva, con facoltà di trasmetterle al suo primogenito e ai di lui successori ; importantissimo acquisto che procurava ai Duchi di Savoia la padronanza della valle del Tanaro. Durante il soggiorno dei Duchi di Savoia a Bologna, fu anche deciso, dietro richiesta dell' Imperatore, che il loro figlio maggiore andrebbe a Madrid per essere ivi educato insieme al Delfino. Francesco I, geloso di tutti i privilegi concessi al Duca, andò sulle furie addirittura quando vide il principino partire per la Spagna. I principi di Savoia avevano spesso ricevuta a Parigi la loro educazione, e questa destinazione tutta nuova spiacque al Re, che ne temeva anche le conseguenze. Perciò, da quel momento, cambiò affatto di sentimenti verso lo zio, a cui richiese, in breve, metà dei suoi stati, come eredità della propria madre, morta in quel tempo.

Beatrice intanto era tornata a Torino e aveva riprese le redini dello Stato, continuando l'assenza del Duca. La donazione d'Asti recò la data del 3 aprile 1531, e l'atto fu emanato dalla città di Gand. Beatrice ne venne investita insieme alla signoria di Cherasco, e tosto col suo slancio e il suo acume, provvide all'amministrazione di quella nuova e ricca provincia. Al 20 novembre dello stesso anno poi, essa riceveva un'al-