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304 le donne di casa savoia

Maria Luisa non conosceva Madrid se non per quanto ne aveva inteso raccontare, e quello non era davvero né bello né bene. Vi arrivò dunque mal prevenuta, ma con la ferma risoluzione di giudicare da sé stessa, prima di condannare.

La capitale fece alla giovine Regina, che le era già simpatica per quanto se ne diceva, un’accoglienza addirittura entusiastica. Essa, fin dal suo primo giungervi, si persuase che non era nè brutta nè sudicia come le avevano detto, e nel palazzo reale seppe condurre vita semplice e tranquilla, decisa a non prestar mano ad intrighi, né orecchio a pettegolezzi.

Il Re tornò a Madrid nel 1703, ma per ripartirne ben presto e recarsi alla frontiera, perché l’arciduca Carlo di Lorena, riconosciuto col nome di Carlo III di Spagna da molti potenti, e da essi protetto e spalleggiato, ripigliava piede nel regno. Dopo la battaglia di Saragozza lo scompiglio entrò nelle truppe spagnuole, e ciò rendeva agevole la marcia di lui sopra Madrid, che Filippo non poteva difendere, aperta come era da tutte le parti, e dovè decidersi ad abbandonarla. Maria Luisa si presentò, prima di partire, al popolo col figliuoletto Luigi in collo, e parlò alla gente accorsa da tutte le parti, con tanta grazia (dice ancora la Saredo), tanta forza e tanto coraggio, che il successo da lei ottenuto parve incredibile. L’impressione che il popolo ne ebbe si comunicò dovunque, e giunse immediatamente fino alle più lontane provincie risvegliandole in favore di Filippo V.