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in quell’unione per renderla completamente infelice, e riconosciuto nella giovine sposa un gran buon senso e principi fermissimi, e temendone l’influenza, cominciarono ad insinuare che essa (tanto timida) non aveva punto spirito, che sarebbe stato ridicolo farsi influenzare da una dappoco, ecc., tanto che il marito, da allora, proprio per non aver l’aria di essere influenzato, ostentatamente la neglesse. Ma la principessa fu in quel frangente veramente ammirabile. Sola, in mezzo, a quel conflitto d’intrighi e di villanie, non si lamentava; al contrario, essa fingeva la felicità perfetta, e tanto bene, che un giorno, in cui essa aveva detto allegramente alle sue dame che andava dal principe, queste, rimaste nel salone, videro per più di un’ora la coda del suo vestito rimasta presa fra i due battenti della porta. Certamente ella aveva passato invece quell’ora là dentro a pregare.

L’eccesso di abnegazione in famiglia, fa i santi e le donne infelici, ed è dannoso per esse di mostrarsi come l’ammirabile principessa di Carignano, senza difetti all’indomani del matrimonio. «Malgrado la sua bontà e la sua grande pietà, o forse precisamente a causa di queste virtù — scriveva un testimone oculare nel 1818 — la nostra Principessa vive sempre più sola. Ad essa mancano le attrattive e la civetteria necessaria per sedurre suo marito.»

Fortunatamente la natura venne in suo soccorso. Dopo una prima maternità andata male. Maria Teresa, che anelava ad aver figliuoli, si manifestò nuovamente