Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/509

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

maria adelaide di lorena 433

Terminate le feste, partita la famiglia, Maria Adelaide prese il suo piccolo posto alla Corte, segnalandosi subito per la sua gran bontà e carità verso gli infelici, essendo l’idolo del marito, la gioia del cuore della suocera che, priva di figliuole la prese ad amare proprio come se fosse sua figlia.

Nel novembre dello stesso anno, i due sposi, avuta la certezza che il loro amore era stato fecondo, ne misero a parte la Regina, che esultante volle condurli essa stessa a partecipare al Re la fausta notizia. Carlo Alberto ne rimase assai soddisfatto e fece un regalo alla nuora. Ma egli, come era pronto a premiare era anche pronto a punire, e lo ebbe a provare di lì a poco per una futile causa il Duca di Savoia. Ecco come racconta l’aneddoto la marchesa Costanza d’Azeglio nei suoi Souvenirs historiques:

«Un giorno la Duchessa di Savoia fu presa da un’eccessiva curiosità di vedere le botteghe dei portici. Lo disse alla Regina, ma le rispose che una simil cosa non era mai stata fatta, e che ella non s’incaricava di chiederla. La Duchessa non si tenne per vinta, si rivolse al Re, che rifiutò. Ma era forse una voglia che bisognava soddisfare a qualunque costo, perchè malgrado tutti i rifiuti, ben velata, bene incappucciata, al braccio di suo marito, è uscita, chi dice alle otto di, mattina, chi alle otto di sera. Hanno poi mangiato dei pasticcini da Basso, o si sono contentati di guardarli? Anche su questo punto le informazioni non sono concordi. Il positivo è che, rientrando, i disgraziati,